Mikael / Intervista

Quattro chiacchiere con Sua Bicicletta il fondatore del blog Cycle Chic, Mikael Colville Andersen

Mikael Colville Anderssen

Di cosa ti occupi? Hai aperto Copenaghenize Consulting, un’agenzia di consulenza che promuove l’utilizzo della bicicletta attraverso campagne di comunicazione e video per invogliare le persone ad andare in bicicletta. Puoi darci qualche dettaglio?

Copenhagenize Consulting fornisce consigli utili a città di tutto il mondo sulla ciclabilità, sulle politiche da adottare e sulle strategie di comunicazione per portare sempre più persone a pedalare in contesto urbano.

Ti contattano anche da paesi esteri per la tua esperienza? E dall’Italia?

Lavoriamo con molte città e paesi in tutto il mondo: Sao Paulo, Rio de Janeiro, Dublino, Bordeaux, il Ministro dei Trasporti Norvegese etc. Per quanto riguarda l’Italia siamo stati molto in contatto con Ferrara e con la Regione Emilia Romagna per alcuni progetti.

Dove hai imparato le competenze necessarie per il tuo lavoro?

Mi piace molto ascoltare, pensare e imparare :-)

Cycle chic per te è solo un hobby o piuttosto un secondo lavoro?

Cycle Chis è solo uno dei tanti progetti di Copenhagnize Consulting. A noi piace molto e lo usiamo come fonte d’ispirazione per le nostre campagne di comunicazione.

Chi ha scritto il manifesto Cycle Chic e sulla base di quali principi?

L’ho scritto io. E’ uno slogan, un modo di dire per prendersi gioco dei ciclisti agonistici. E’ stato importante avere un manifesto scritto per il movimento per spiegare alle persone la filosofia e gli obiettivi di questo progetto.

Come ti è venuto in mente di aprire Cycle Chi? C’ è stata una ragione particolare che ti ha fatto venire voglia di iniziare questo progetto?

E’ iniziato tutto nel Giugno del 2007 quando ho deciso di pubblicare su internet le fotografie che avevo scattato per rappresentare utilizzo della bicicletta a Copenaghen. In realtà non avevo mai pensato di aprire un blog di moda, Cycle Chic è stato interpretato come tale dai suoi lettori semplicemente perché somigliava a uno dei tanti blog che parlano di street style e di mode urbane. Ho pensato che fosse una cosa divertente e ho deciso di andare avanti nel progetto fino a oggi. Per approfondire.
Abbiamo fotografato molte persone vestite in modo elegante ma sempre con lo sfondo urbano di Copenhagen. Qui, infatti non abbiamo ciclisti sportivi ma abbiamo persone normali che usano la bicicletta per i loro spostamenti urbani.

In fondo promuovere l’utilizzo della bicicletta è semplice, basta vederla come una forma semplice di trasporto che può essere fatta vestendo abiti normali, gli stessi che si indossano per andare a lavorare o a scuola. Questo particolare si è rivelato molto importante. In paesi andare in bici per 40 anni è stato visto solo come uno sport, un passatempo e non molto altro. Quello che si vede nelle foto di Copenaghen Cycle Chic invece rappresenta la normalità da decenni. Infatti, i valori portati avanti dal movimento Cycle Chic sono antichi quanto la bicicletta stessa – ma è grazie a questo slogan moderno che si è riusciti a diffondere il messaggio in tutto il mondo. Pedalare con eleganza!

E’ importante rendersi conto che in passato gli “avvocati” della bicicletta sono stati prevalentemente i ciclisti sportvi che, come si può immaginare, hanno fatto bene poco per diffondere il messaggio che la bicicletta può essere vista come una forma di trasporto adatto a tutte le persone.
Il progetto Cycle Chic – così come il lavoro svolto in Copenhagenize.com – è servito a modificare il messaggio e a diffonderlo nel grande pubblico. L’ utilizzo di alcune tecniche di marketing hanno incoraggiato i cittadini a considerare la bici come mezzo di trasporto. Le testimonianze che abbiamo ricevuto – e continuano a ricevere sono una continua fonte d’ispirazione.

Per approfondimenti leggere qui.

Quella che viene fatta è una sorta di “promozione della biciletta 2.0.”
Non sorprende che numerose città e ONG ci abbiano chiesto se è possibile avviare un blog Cycle Chic o se è possibile assumere Copenhagenize Consulting per avviare campagne di comunicazione per favorire la mobilità sostenibile.

Il Guardian ti ha chiamato “The Sartorialist su due ruote”, mentre La Presse “Il Papa del ciclismo urbano”. Quale di queste definizioni ti piace di più?

Voglio solo essere il Justin Bieber del ciclismo urbano … :-)

Qual è stato il primo blog Chic Cycle dopo quello di Copenhagen ad essere aperto? e quale al di fuori dell’Europa?

Non ricordo esattamente forse Budapest / Ungheria? Al di fuori dell’Europa penso sia stato Curitiba in Brasile.

Pensi che ci sia un collegamento tra la nascita dei Blog Cycle Chic e l’aumento dei ciclisti nelle città?

Sappiamo che esiste un collegamento positivo tra i due elementi: la presenza del blog serve ad incoraggiare le persone ad andare in bicicletta.
In questi ultimi sei anni la popolarità di Cycle Chic è diventata enorme e continua a crescere. Abbiamo perso il conto di quanti blog Cycle Chic siano stati aperti. Ne abbiamo più di 60
nel nostro network delle Cycle Chic Republic (vedi i loghi in alto a destra sulla homepage del blog), ma non sono gli unici, ne esistono altri circa 200 (200 hundred) quasi tutti attivi.

Il movimento Cycle Chic è popolare perché parliamo ai cittadini normali nella loro lingua. Non ci interessano i ciclisti accaniti che amano indossare le tutine in lycra nel weekend .
Cerchiamo di invogliare le persone ad andare in bicicletta usando le fotografie di persone che già hanno fatto questa scelta.
In sei anni c’è stata poca critica nei nostril confronti – semplicemente perché il messaggio è buono ed è popolare. Le biciclette sono una cosa positive e le persone in bici sono un bene per le comunità e soprattutto non è necessario investire molti soldi per andare al lavoro o al supermercato pedalando.

La foto che ho scattato il 14 novembre 2006 non è stata chiamata per niente “La foto che ha lanciato milioni di biciclette”, nel 2006 la parola bicicletta non esisteva ancora nella coscienza pubblica.
Adesso invece il mondo parla delle biciclette come un mezzo di trasporto efficiente e sostenibile e le città vengono costruite con piste ciclabili. A ripensarci è quasi umiliante ma sono anche molto orgoglioso dei passi in avanti sono stati fatti.

Hai seguito la campagna # cyclesafe? Sai niente della campagna italiana #salvaiciclisti che ha portato 50 000 persone in piazza e che in otto mesi sta lavorando sodo per avvicinare l’Italia agli standard del Nord Europa?

Conosco bene sia la campagna #cyclesafe che quella del movimento #salvaciclisti. Sono fantastiche e molto stimolanti. Quando il Times ha iniziato la campagna #cyclesafe ho pensato, “questa è una grande cosa, per la prima volta un giornale conservatore sostiene le biciclette e richiede misure di sicurezza per i ciclisti”.

Hai saputo che le biciclette nel 2012 hanno superato nelle vendite le automobili?

Penso che sia una grande novità, anche in Australia si è verificata la stessa cosa ma la loro realtà è così distante da quella del resto del mondo.
In italia c’è più speranza che diventi la normalità, voi avete città come Ferrara, Bologna, Parma, etc. che possono essere di grande ispirazione per il resto del paese.

Mikael, sei mai stato a Milano?

Sì ci sono stato ma mai per lavoro e purtroppo non ho scattato foto a Milano però ho questa che è fenomenale

Milano è la capital fashion, il numero delle biciclette in circolazione sta aumentando esponenzialmente ma non c’era ancora un blog che descrivesse la moda su due ruote.

Hai ragione Milano è perfetta per Cycle Chic!

Mikael

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3 risposte a Mikael / Intervista

  1. Stelio scrive:

    Era ora! Finalmente anche il cycle chic milanese! Seguo i blogs di Mikael da qualche anno e li trovo eccezionali per i contenuti concreti verso la maggiore ciclabilità delle aree urbane (ed extra). Avanti cosi, magari fra poco, in linea con Copenhagenize, ci sarà anche il sito….Milanesizzare? Però ispirandosi a quello danese, eh!

  2. Gina scrive:

    Buongiorno,
    avendo tanto in comune, possiamo collaborare?
    Grazie.
    Gina